Boris Maffezzoli Salnicoff: Mystic Angler

Quando hai cominciato a pescare?

Il primo ricordo vivido risale a una vacanza in Sardegna all’età di cinque anni. Nessuno della mia famiglia pescava ma io restavo puntualmente affascinato alla vista dei pescatori lungo le rive. Insistetti fino allo sfinimento per avere una canna a pesca e i miei genitori mi comprarono uno di quei kit per turisti. Un piccolo pesce fu inviato dagli Dei del mare per abboccare e iniziarmi su un sentiero che avrebbe cambiato la mia vita.

Perché ti piace pescare?

Non posso definire la pesca come un semplice piacere. È più una necessità istintiva o, prendendo in prestito le parole di Donnie Vincent, grande cacciatore e pensatore contemporaneo, la pesca è ciò che mi definisce.

Quale tecnica secondo te è la migliore e perché?

Il mio approccio alla pesca è poetico e preferisco definire le diverse metodologie come stili piuttosto che come tecniche. Nessuno stile è migliore ma, come nell’arte, ognuno segue quello che in quella fase della sua vita sente proprio.

Quali attitudini servono per diventare un buon pescatore?

L’istinto è alla base di tutto. La pesca ci ricolloca in un’autentica dimensione naturale in cui recuperare un istinto sopito durante la nostra distorta evoluzione. Per i fortunati che troveranno un Maestro, l’umiltà e la dedizione sono altre buone virtù.

Peschi solo a mosca?

No, anche se è sicuramente lo stile che prediligo.

Passione solitaria o in compagnia?

Entrambe. Sono due approcci che soddisfano esigenze diverse. In merito suggerisco la lettura di un racconto di John Gierach nel libro “Another Lousy Day in Paradise”.

boris Maffezzoli Salnicoff

Qual è il luogo in cui ti piace pescare di più e quello che ti ha dato maggior soddisfazione?

L’Adige è il mio fiume, ho un rapporto speciale con la sua acqua, i suoi odori… la sua magia. E poi c’è lo Skeena River in British Columbia, dove nuotano i sogni.

Qual è la tua preda più ambita?

La trota e il salmone in ogni loro declinazione, per me non esiste nulla di più bello.

Costruisci le tue mosche da solo o le compri?

Entrambi. La costruzione è per me un aspetto integrande e imprescindibile della pesca a mosca. Comprare una mosca per necessità è un po’ triste, significa che non hai avuto tempo per costruire. Comprare una mosca perché si rimane affascinati dalla qualità di un’imitazione, è riconoscere il valore di un altro costruttore, e questo è bene.

Cosa ti piacerebbe cambiare in Italia relativamente alla pesca?

L’Italia è un paese che sta perdendo pian piano la propria memoria rurale e l’amore per il proprio territorio. Far riscoprire la pesca sotto una luce più nobile alla popolazione potrebbe essere la chiave per far percepire la drammatica situazione in cui vertono le nostre acque, in particolar modo quelle interne.

Meglio una brutta giornata di pesca o una bella giornata di lavoro?

Gli Dei sono stati generosi con me e la pesca è diventata il mio lavoro. Non esistono brutte giornate di pesca, solo un brutto modo di affrontare un bellissimo giorno della propria vita.

La preda che ti ha dato più filo da torcere e quella che ti ha dato più soddisfazione?

Filo da torcere fu sicuramente un ricciola sui 16kg catturata da riva a spinning ad Ascension Island. Dovetti saltare da degli scogli e correre lungo la spiaggia a fianco per vincerla. A darmi più soddisfazione è stata una trota fario enorme, catturata a streamer nel lago Thingvallavatn in Islanda. Era una giornata fredda e ventosa di Maggio e, dopo centinaia di lanci, tutti abbandonarono lasciandomi solo su una roccia con la mia guida Gunnar e il cameraman Luca. Continuai a pescare come se l’ostilità della natura circostante fosse la fonte da cui trarre energia. Infine giunse quell’animale meraviglioso e ancora ricordo la sensazione di perfetta gioia quando lo sollevai dall’acqua.

La tua preda più grossa?

Un marlin blue sulle 350lb preso a traina ad Ascension Island

Mystic Angler

La tua preda più inaspettata?

La mia prima steelhead. Ero a Ferry Island, Terrace lungo lo Skeena River. È uno dei posti più popolari dove pescare in quella zona della British Columbia e io ero la per la prima volta, stiamo parlando della fine degli anni ’90. Erano giorni che catturavo solo salmoni, non che fosse male, ma eravamo a Settembre e il vero sogno era la Steelhead. Quando la portai a riva, ero talmente incredulo di essere riuscito a catturarla che ebbi bisogno della conferma da parte di un ragazzo canadese che pescava lì vicino, per credere che fosse davvero lei!

Come vedi lo scenario Online della pesca in Italia, credi che possa essere stimolante tutto questo “rumore” , tanti attori e ognuno che vuol essere protagonista?

I Social non sono che un enorme pub virtuale in cui tanti si pavoneggiano come si faceva un tempo la sera davanti a una birra. Se, però, sapevi dove guardare, c’era sempre un vecchio saggio seduto in disparte con storie straordinarie e affascinanti da ascoltare.

Esistono letture formative per una sorta di “fai da te”?

Leggere è una delle pratiche più sottovalutate nella pesca. Personalmente ho una ricchissima biblioteca e non smetterò mai di leggere e comprare nuovi libri sulla pesca. Non importa che siano narrativi, fotografici o tecnici: in ognuno sono rinchiusi segreti che un animo generoso ha deciso di condividere.

Sei un pescatore apprezzato ma anche un professionista del settore, che consiglio daresti a chi vuol fare della pesca sportiva il suo lavoro principale?

Pensa bene a quale tuo talento possa essere tramutato in un lavoro nel mondo della pesca e sii pronto ad affrontare mari in tempesta per perseguire la tua scelta.

Quali sono i valori che ritieni indispensabili nella vita di uno sportivo?

Non ritengo la pesca uno sport, piuttosto una forma d’arte. Il valore che mi guida è un aforisma di John Keats: “La Bellezza è Verità, la Verità è Bellezza”.

Moltissime persone sostengono e credono fortemente che la pesca sia uno sport per tutti, aperto a tutti, alla portata di tutti. Altri invece estremizzano alcuni concetti e alcune tecniche quasi a volerle far sembrare elitarie. Cosa ne pensi?

L’amore per la pesca è un dono che non tutti hanno la fortuna di ricevere, ma chi pensa di poter codificare questo amore in un gerarchia qualitativa pecca solo di arroganza.

Come si fa a diventare istruttore di pesca a mosca?

Per diventare Istruttori, cosa che riguarda principalmente il lancio, esistono svariate scuole che ti accompagnano in un percorso formativo. Per diventare Maestro, cosa che riguarda invece la pesca, serve tempo, umiltà e almeno un discepolo che ti ritenga tale!

Le mosche che usi le costruisci tu?

Se lo chiedeste ai miei amici Bob, Paolo, Caludio e Andrea risponderebbero in coro un bel NO, non capendo che è l’infinita stima che ho per le loro creazioni e non la pigrizia costruttiva che me le fa preferire nelle mie scatole!

Che luogo consiglieresti a un pescatore a mosca che voglia abbinare pesci, natura e portafoglio?

In Italia sono un grande amante del Trentino e del Cadore. Poi c’è la stupenda Slovenia, in particolar modo la Sava, e la Bosnia, un po’ lontana ma con fiumi ricchissimi. Aggiungendo un volo aereo, la Svezia è la prima e destinazione per facilità e qualità.

Che differenza c’è tra l’Italia e altri paesi come approccio alla pesca?

Qui manca totalmente una cultura diffusa che valorizzi la pesca come un’attività nobile. Ho avuto la fortuna di attraversare mezzo mondo con una canna da pesca in mano e tristemente devo dire che siamo uno dei paesi con la percezione della pesca più bassa e arretrata.

boris Salnicoff

I grandi nomi del passato?

Uno su tutti: Isaak Walton. La lettura di The Compleat Angler è un passaggio imprescindibile nel percorso formativo di un pescatore.

Cos’è cambiato come attrezzature da quando hai iniziato a oggi?

Il termine più corretto è senza dubbio: rivoluzione. Lo sviluppo tecnologico ha permesso attrezzi impensabili trent’anni fa, e quelle aziende che hanno saputo mantenere un’anima propongono oggi delle vere opere d’arte.

La normativa sulla pesca: pro e contro.

In Italia abbiamo una normativa bizantina e arretrata. Montagne in leggi e divieti ma nessuna formazione scientifica o etica del futuro pescatore. La pesca è un rapporto diretto dell’uomo con la Natura in cui basterebbero pochi semplici concetti basati su un’etica del rispetto da far poi valere con grande rigore.

Grazie Boris, alla prossima.

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